Roma da scoprire: L’AVENTINO. Passeggiata serale nei luoghi del “Pulcher Aventinus”. Domenica 24 Luglio, ore 19.00

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Vergilius, Aeneides VII, 655-661
Post hos insignem palma per gramina currum
Victoresque ostentat equos satus Hercule pulchro
Pulcher Aventinus clipeoque insigne paternum
Centum angues cinctamque gerit serpentibus Hydram:
Collis Aventini silva quem Rhea sacerdos
Furtivom partu sub luminis edidit oras,
Mixta deo mulier, …
Virgilio, Eneide VII, 655 661
Dietro di loro, adorno di palme ostenta nel prato
cocchio e vittoriosi cavalli il figlio d’Ercole bello,
il bell’Aventino, e sullo scudo, insegna paterna,
ha cento draghi, l’Idra cinta di serpi.
Lui nella selva del colle Aventino Rea partorì,
vestale: furtivo lo diede alla luce,
mortale unitasi al dio, …

Aventinus  è nome di origine discussa per il quale gli stessi autori antichi propongono etimologie diverse: risalendo ad un eponimo di tradizione Virgiliana, “il bell’Aventino” sarebbe figlio di Ercole; secondo la tradizione varroniana invece si tratterebbe di un re di Alba Longa. O ancora, il nome Aventinus deriverebbe dalla definizione di una delle sue proprie caratteristiche naturali e tradizionalmente note: ab advectu , perché isolato dalle circostanti paludi; oppure ab avibus, perchè gli uccelli usavano alzarsi in volo dal Tevere in direzione del colle.

Quale che sia l’origine del nome, la tradizione letteraria lega l’Aventino alla leggenda della fondazione di Roma, identificandolo come il luogo ove Remo presegli auspici, in contrapposizione alla scelta del Palatino operata da Romolo.
Il colle è ricco di testimonianze archeologiche poco conosciute ma importantissime, come i resti delle Mura Serviane (VI a.C.), ed essendo escluso dal recinto sacro della città, fu sede privilegiata di culti di divinità straniere sin dalla prima età repubblicana.
Il colle fu inizialmente interessato da un’intensa attività edilizia di tipo popolare, tuttavia non mancano testimonianze di alcune dimore signorili, ma sarà solo in età imperiale che l’edilizia assumerà carattere prevalentemente aristocratico.
La ricchezza di queste dimore aristocratiche e dei loro proprietari fu probabilmente la causa dell’accanimento delle truppe di Alarico, re dei Visigoti, che distrusse interamente in colle durante il sacco di Roma del 410 d.C. Nel periodo immediatamente successivo fecero seguito numerose donazioni delle singole proprietà private alla chiesa, a conseguenza di ciò, nel V secolo si svilupparono i primi edifici religiosi cristiani tra i quali le chiese di Santa Sabina, San Bonifacio e di Santa Prisca.
Il progressivo abbandono dell’area e l’inserimento degli edifici religiosi diede avvio ad una vocazione agricola del colle, la quale resistette anche all’espansione edilizia degli ultimi decenni dell’800 ed ebbe fine nel 1920 con il progetto del “piano urbanistico di lottizzazione”.

La nostra passeggiata partirà dal Roseto Comunale, istituito nel 1950 in un luogo ricco di storia e sede del “Premio Roma” il secondo concorso più importante del mondo che premia le nuove varietà di Rose. Salendo sul colle, giungiamo al famosissimo Giardino degli Aranci, roccaforte medievale della famiglia Savelli che nel 1500 divenne già uno splendido giardino, ma fu solo nel 1932 che diventò un parco pubblico e fu così chiamato proprio per la numerosissima presenza di alberi di arance amare. Al suo interno, vi è una terrazza panoramica con una vista incantevole
sul Tevere e sull’intera città.
Proseguiremo ammirando la chiesa dedicata a S. Sabina, costruita dal prete Pietro d’Illiria fra il 422 e il 432, che costituisce l’esempio meglio conservato di architettura paleocristiana a Roma.
Accanto, si trova la Basilica di Sant’Alessio, edificio antichissimo realizzato tra III e IV secolo d.C. Fu dedicata in origine a S.Bonifacio, il patrizio romano martirizzato a Tarso di Cilicia, e costruita, secondo la tradizione, sulla casa del padre di Alessio, Eufemiano. L’oratorio, successivamente ingrandito ed elevato a basilica, venne dedicato ai due santi. Nel XII secolo il monastero, ormai abitato dai Benedettini, venne ricostruito dai Crescenzi e altri restauri interessarono il complesso nel corso dei secoli successivi.
Si raggiunge così piazza dei Cavalieri di Malta decorata con obelischi e trionfi militari che fu progettata da Giovanni Battista Piranesi nel 1765. Sulla piazza si affaccia la Villa del Priorato di Malta, antichissimo ordine cavalleresco, dal celebre portone: scrutando dal buco della serratura infatti è possibile ammirare il Cupolone di San Pietro!

ora dell’appuntamento: 19.00
luogo: Piazzale Ugo La Malfa, sotto il monumento a Giuseppe Mazzini dal lato delle panchine
durata della visita: 1.30 h
costo della visita guidata: 10 €, ragazzi sotto i 18 anni 5€, gratuita per i bambini fino 10 anni
supplemento auricolare se necessario: 1,50 € a persona

PER IL PROGRAMMA COMPLETO DI LUGLIO CLICCATE QUI

 

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