Siti a permesso speciale

Di seguito alcune proposte di visita in siti archeologici sotterranei accessibili su richiesta di un permesso speciale (i giorni e gli orari delle visite dipendono dal calendario proposto dai gestori):

mitreo_del_circo_massimo_large1. Il Mitreo del Circo Massimo (1,30h)

Ricavato nel III sec. d.C. in un edificio datato al secolo precedente, di cui si conservano cinque ambienti, il santuario, prossimo al Circo Massimo, ospita un grande rilievo raffigurante Mitra che uccide il toro. Si tratta di uno degli esempi più significativi di templi per il culto del dio di origini orientali conservati a Roma.

2. L’Auditorium di Mecenate (1,15h)auditorium_di_mecenate_large

Il cosiddetto Auditorium venne casualmente scoperto nel 1874 e faceva parte di un complesso assai più ampio che fu subito demolito, mentre venne conservata l’aula absidata sicuramente parte della villa di Mecenate sull’Esquilino. Non è forse del tutto da scartare l’originaria identificazione con un auditorium, ma la presenza di un’iscrizione con due versi di Callimaco in cui si accenna al convito, ha fatto pensare a una coenatio, una sala da pranzo estiva; la sala è decorata con splendidi affreschi a finto giardino di età augustea.

ipogeo_di_via_livenza_gallery3. L’Ipogeo di via Livenza (1,15h)

L’ipogeo venuto alla luce nel 1923, è all’interno di una zona ad uso funerario, ma questa singolare struttura sotterranea, di notevoli dimensioni e in parte distrutta, doveva avere un altro, imprecisato, scopo. Attualmente se ne conserva solo una piccola porzione: si tratta di un ambiente caratterizzato dalla presenza di una profonda vasca rettangolare, fornita di un sistema di adduzione e deduzione delle acque, inquadrata da un arco centrale. L’aula conserva frammenti di un mosaico e affreschi con soggetti mitologici, testimonianza di un momento storico in cui i culti pagani coesistono con il cristianesimo.

4. Il Colombario di Pomponio Hylas (1,15h)colombario_pomponio_hylas_gallery

Pur nelle sue ridotte dimensioni, il colombario costituisce uno dei più interessanti esempi di sepolcro a incinerazione conservato perfettamente intatto e databile al periodo compreso tra il principato di Tiberio e quello di Claudio (14 – 54 d.C.).. Notevole lo stato di conservazione degli affreschi, degli stucchi e del mosaico che ricorda il Pomponio da cui prende nome il sepolcro.

sepolcro_degli_scipioni_gallery5.  Il Sepolcro degli Scipioni (2h)

Sulla via Appia antica, a poca distanza da Porta San Sebastiano, si trova il sepolcro della famiglia degli Scipioni, la cui costruzione risale all’inizio del III secolo a.C. per volere di Lucio Cornelio Scipione Barbato, capostipite della famiglia. Il sepolcro conserva i cunicoli, i sarcofagi, le iscrizioni e le pitture che celebrano questa importante famiglia di età repubblicana. Nell’area si conservano anche altre strutture, tra cui un pregevole colombario, databili dagli inizi del I secolo d.C., un’insula del III d.C. e un singolare sepolcro di epoca tarda a cui è collegata una piccola catacomba.

6. Insula di San Paolo alla Regola, sotterranei di Palazzo Specchi (1,15h)insula san paolo alla regola

Il complesso archeologico, rinvenuto all’inizio degli anni ’80 durante i lavori di restauro del cinquecentesco Palazzo Specchi, si sviluppa su quattro livelli per un’altezza di 15 metri. Scenderemo ad 8 metri sotto il piano stradale per visitare la millenaria stratigrafia, eccezionalmente conservata, dell’insieme di edifici testimone dell’evoluzione di quest’area della città gravitante intorno al Tevere.
I resti più antichi individuati erano parte di Horrea (magazzini) domizianei (fine I d.C.) che si estendevano parallelamente al fiume tra via dei Pettinari e via Arenula; tali strutture furono in età severiana (III d.C.) oggetto di un radicale trasformazione, e accanto e sopra ai magazzini furono edificate abitazioni ad insula di non meno di quattro piani di altezza e pavimentate a mosaico, successivamente distrutte da un violento incendio. Ristrutturati in età costantiniana, dopo un periodo d’uso gli edifici vengono abbandonati, cadono in rovina ed il livello del suolo raggiunge, tra crolli e depositi alluvionali, all’incirca la quota attuale. Nell’XI e nel XII secolo il complesso fu interessato da una nuova intensa attività edilizia, mentre tra il XII e il XIII secolo tutta la zona viene occupata da costruzioni intensive che saranno nuovamente sopraelevate nel XIV secolo raggiungendo l’altezza oggi visibile.

FonteDiAnnaPerenna7. La fontana di Anna Perenna (1h)

La fontana è stata rinvenuta nel 1999 durante gli scavi per un parcheggio interrato nel quartiere Parioli a nord di Roma. Lo scavo, effettuato ad una profondità compresa tra circa i 6 e i 10 metri dal piano stradale, ha portato alla luce i resti di una fontana di forma rettangolare con iscrizioni murate che riportano il nome della dea. Anna Perenna era un’antica divinità romana delle origini, festeggiata il giorno delle Idi di Marzo, il primitivo capodanno romano, così come testimoniatoci da Ovidio nei Fasti.
La fontana sembra essere attestata almeno dal IV secolo a.C. ed utilizzata fino al VI secolo d.C. Nella cisterna retrostante sono stati trovati nel fango svariati oggetti utilizzati per pratiche magiche e riti religiosi come i contenitori in piombo con statuette antropomorfe con incise parole magiche e vere e proprie defixiones, spietate maledizioni che suggeriscono la presenza di una maga professionista nel luogo della fonte.

8. Parco archeologico della via Latina (1,30h)tombe-di-via-latina

Il parco archeologico si trova presso il III miglio della via Latina che in questo tratto conserva ancora sostanzialmente intatto l’aspetto tradizionale della strada nel suburbio romano. Qui la via basolata in più punti è ancora circondata da monumenti che ne attestano la vita dall’età repubblicana fino all’alto medioevo.
Con un permesso speciale avremo modo di visitare dall’interno due delle tombe monumentali meglio conservate del suburbio romano : il Sepolcro dei Pancrazi e il Sepolcro c.d. dei Valeri che presentano notevolissimi esempi di soffitti decorati in stucco.
I sepolcri sono anche circondati da resti di altri edifici come quelli della basilica di S.Stefano protomartire costruita sopra una villa di età imperiale e i resti di una stazione di posta con un edificio termale.

aracoeli 29. L’Insula dell’Ara Coeli (1h)

Fra il Vittoriano e la scalinata dell’Ara Coeli, sono visibili i resti di un’insula, ossia di una casa d’affitto e d’abitazione intensiva, la forma di abitazione più comune nella Roma imperiale.
L’edificio fu risparmiato dai lavori di demolizione che interessarono negli anni ’30 tutte le pendici del colle capitolino, durante i quali fu rimossa la settecentesca chiesa di S.Rita (poi ricostruita tra il Teatro di Marcello e piazza Campitelli) che aveva inglobato l’abitazione romana. Riemersero anche il campanile romanico e un arcosolio decorato con un affresco trecentesco, ancora oggi visibili, appartenenti alla chiesa di S. Biagio de mercato.
L’edificio antico era costituito da almeno cinque piani, ancora oggi conservati. Al piano terreno sono visibili le tabernae; il piano superiore, il mezzanino, era destinato ad abitazione del gestore. Al di sopra si conservano altri piani, collegati da una scala interna. Il caseggiato, costruito in laterizio nel II secolo d.C., si addossa ad un muro in opus reticulatum probabilmente appartenente ad un’opera di contenimento del colle capitolino del I secolo d.C.

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