Musei e Gallerie

palazzo massimoMuseo Nazionale Romano, Palazzo Massimo : Viaggio nella pittura e nella scultura romana (2h)

Il Palazzo Massimo alle Terme accoglie una delle più importanti collezioni di arte classica al mondo. Nei quattro piani del museo, sculture, affreschi, mosaici, monete e opere di oreficeria documentano l´evoluzione della cultura artistica romana dall’età tardo-repubblicana all’età tardo-antica. Nella nostra visita ci soffermeremo soprattutto sull’esposizione delle pareti affrescate che qui documentano la decorazione di prestigiose residenze romane. Ammireremo i nuovi allestimenti degli affreschi della Villa di Livia di Prima Porta e quelli magnifici della Villa della Farnesina immersi nella ricostruzione volumetrica degli ambienti delle lussuose abitazioni, splendidamente illuminate, oltre a varie altre testimonianze provenienti da edifici funerari ed edifici termali che ci permetteranno di raccontare la nascita e l’evoluzione della pittura romana.
Proseguiremo con una visita alla collezione di statuaria antica dove potremo ammirare prestigiosi bronzi come il Principe ellenistico, il Pugile e celeberrime copie romane in marmo di originali greci, tra cui il Discobolo Lancellotti, la Fanciulla di Anzio e l’Ermafrodito dormiente.

Il museo più antico del mondo: I Musei Capitolini (2h)musei_capitolini

La nascita dei Musei Capitolini viene fatta risalire al 1471, quando il papa Sisto IV donò al popolo romano un gruppo di statue bronzee di grande valore simbolico. Le collezioni hanno uno stretto legame con la città di Roma, da cui proviene la maggior parte delle opere. Visiteremo le due sedi storiche del Palazzo dei Conservatori e del Palazzo Nuovo in cui sono esposte alcune delle più famose opere d’arte antica al mondo, per poi passare attraverso il recente riallestimento della galleria sotterranea alla piazza (che contiene un’importantissima collezione epigrafica) per poi affacciarci dal Tabularium sul Foro Romano con una vista mozzafiato.

crypta_nuovaMuseo Nazionale Romano, La Crypta Balbi: Paesaggio e archeologia urbana (2,30h)

La Crypta Balbi è un isolato del centro storico di Roma dove sorgeva in antico un vasto portico, la Crypta Balbi, annesso al teatro che Lucio Cornelio Balbo aveva eretto nel 13 a.C. Sul lato orientale del portico, e inclusi nel perimetro dell’isolato moderno, si estendono una serie di isolati antichi rappresentati nella Forma Urbis marmorea, i cui edifici sono in parte visitabili.
Archeologia urbana e il Museo di Roma nel Medioevo
Il percorso museale si articola all’interno dei diversi edifici succedutisi nell’area nelle varie fasi storiche. La sezione “Archeologia e Storia di un paesaggio urbano“ illustra la storia del complesso dall’antichità al XX secolo: dalle costruzioni di Balbo, alla ruralizzazione del paesaggio urbano nel V secolo, alla costruzione delle chiese e delle case medievali nell’area, all’edificio del Conservatorio di Santa Caterina della Rosa che, tra la metà del XVI ai primi decenni del XVII secolo, occupa gran parte dell’area.
La sezione “Roma dall’antichità al medioevo” illustra le trasformazioni della città tra l’età tardoantica e l’ altomedioevo (V-IX secolo). Il nucleo più consistente dell’esposizione è costituito dai contesti dei materiali rinvenuti nel corso degli scavi nella Crypta, tra cui, il deposito tardoantico e altomedievale dall’esedra che, nella fase di VII secolo, ha restituito migliaia di oggetti, soprattutto ceramiche ma anche frammenti di oggetti di vetro, monete, sigilli in piombo ed, inoltre, centinaia di oggetti di metallo, osso, avorio, pietre preziose e strumenti di lavoro pertinenti ad una officina che produceva oggetti di lusso per l’abbigliamento e l’ornamento. I contesti dalla Crypta sono integrati da reperti coevi delle collezioni storiche dei musei romani e da contesti rinvenuti nel corso degli scavi urbani negli ultimi decenni.

Museo Nazionale Romano, Palazzo Altemps: “La Contesa de’ Numi” nelle collezioni di scultura antica a Palazzo Altemps (2h)musei_altemps

All’interno delle splendide sale del palazzo nobiliare ammireremo non solo capolavori della scultura antica ma soprattutto ci immergeremo direttamente nell’atmosfera del collezionismo erudito del XVI e XVII secolo e nella visione che dell’antico avevano artisti come Bernini e Algardi. Camminando nelle sale del palazzo vedremo anche i risultati dei recenti interventi di restauro che hanno portato in luce le fasi più antiche dell’edificio e visiteremo l’area degli scavi che ha aperto una finestra sulla storia della zona prima della costruzione del palazzo cinquecentesco.

DomusFuoriPortaMarinaMuseo Nazionale dell’Alto Medioevo, L’Opus Sectile di Porta Marina (2h)

Il Museo espone materiali databili tra il IV ed il XIV secolo provenienti per la maggior parte da Roma e dall’Italia centrale.
Nucleo del Museo sono le testimonianze dell’occupazione longobarda in Umbria e nelle Marche (VI-VII sec.): le due più importanti necropoli dell’Italia centrale (Nocera Umbra e Castel Trosino), con i loro corredi di armi, gioielli, avori, vetri e vasellame di bronzo e ceramica. La successiva età carolingia è illustrata da un cospicuo gruppo di rilievi marmorei provenienti dalla decorazione architettonica delle chiese di Roma e del Lazio, profondamente rinnovate all’epoca della “rinascenza carolingia” (IX-X sec.). Allo stesso periodo appartengono gli arredi e gli oggetti d’uso provenienti da due aziende agrarie di fondazione papale, le domusculte di S.Cornelia e di S.Rufina, create nella Campagna Romana per l’approvvigionamento della città (fine VIII-X sec.) e perdurate con altre funzioni fino al pieno medioevo.
Ma nel museo è esposta la straordinaria decorazione in opus sectile (intarsi di marmi colorati) da una domus aristocratica fuori Porta Marina a Ostia, in un nuovo scenografico allestimento che ricostruisce le volumetrie degli ambienti e che ci permetterà di apprezzare lo splendore dei magnifici intarsi di marmo colorato dallo straordinario impatto visivo e dalla complessa interpretazione

La Civiltà degli Etruschi al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (2h)Etruschi

In occasione del recente riallestimento del museo visiteremo una delle più importanti raccolte italiane dedicate alla civiltà etrusca. I materiali esposti provengono dalle città più importanti dell’Etruria Meridionale e da altri centri dell’Italia preromana. A questi si aggiungono le ricche collezioni storiche del Museo Kircheriano di Roma, le raffinate creazioni di oreficeria della Collezione Castellani, oltre alle pregevolissime opere d’arte come l’Apollo di Veio (da poco restaurato), il celeberrimo Sarcofago degli Sposi e le lamine d’oro in lingua etrusca e fenicia dal porto di Pyrgi.

mura_aurelianeMuseo delle Mura Aureliane (1,30h)

Il Museo, ospitato all’interno della Porta S.Sebastiano delle mura Aureliane, ci offrirà un’occasione unica per parlare della storia delle imponenti mura difensive costruite dall’imperatore Aureliano fra il 270 e il 273 per difendere Roma dall’attacco dei barbari. La porta è la più grande e tra le meglio conservate di quelle della cinta muraria. Il nome originario era Porta Appia perché da lì passava la via Appia, la regina viarum che cominciava poco più indietro, dalla Porta Capena delle mura serviane. Nel susseguirsi delle fasi edilizie di questa porta, che esamineremo dall’esterno e dall’interno, è esemplificata tutta la lunga e travagliata storia del circuito murario, che con i sui 12, 5 km conservati sui 19 originari è il circuito murario antico meglio conservato al mondo.

Il complesso dei Mercati di Traiano (2h)Roma-mercati_di_traiano2

Visiteremo l’esteso complesso dei cosiddetti “Mercati di Traiano”, composto da cinque corpi di fabbrica diversi costruiti in stretto legame con le grandi piazze dei Fori Imperiali. La particolarità che rende unico il complesso, giunto in ottime condizioni ed oggetto di recenti restauri e nuove acquisizioni, è che esso ha vissuto l’evoluzione di tutto il quartiere, subendo lo spoglio in età tardoantica e medievale, il riuso a scopi abitativi e militari, e la trasformazione in convento prima e caserma poi, fino al rinnovato interesse per un complesso unico nel suo genere.
È inoltre da poco la sede del Museo dei Fori Imperiali, dove in una musealizzazione nuova e moderna tornano alla luce, attraverso le decorazioni marmoree rinvenute e qui esposte, i fasti dei complessi Forensi.

ara_pacis2Museo dell’Ara Pacis Augustae (1,30h)

“Quando tornai a Roma dalla Spagna e dalla Gallia, compiute felicemente le imprese in quelle provincie, il Senato decretò che per il mio ritorno si dovesse consacrare l’ara della Pace Augusta presso il Campo Marzio e dispose che in essa i magistrati, i sacerdoti e le vergini vestali celebrassero un sacrificio annuale.” (Res Gestae Divi Augusti 12,2)

L’altare dedicato e inaugurato nel 9 a.C. costituisce il monumento-chiave per la comprensione della politica e propaganda augustea. Entrando all’interno dell’avveniristico edificio costruito da Meier vedremo da vicino i famosi rilievi che decoravano il grande altare e ne spiegheremo il messaggio storico, politico e simbolico.

Il museo Criminologico di Via Giulia. Il lato oscuro di Roma  (1,30h)

fotomuseo

Il Museo Criminologico è ospitato nel Palazzo del Gonfalone, edificio risalente al 1827, fatto costruire da Papa Leone XII per destinarlo a casa di correzione dei giovani minorenni. Al suo interno sono state allestite tre sezioni. Nella prima gli Strumenti di tortura testimoniano la crudeltà delle antiche pratiche punitive basate sull’uso della tortura e del supplizio capitale. Tra i reperti esposti in questa prima sezione si segnalano alcune gogne, il banco di fustigazione, l’ascia per la decapitazione, la riproduzione della “Vergine di Norimberga”, il collare spinato, la sedia di tortura, la “briglia delle comari”, scudisci e fruste. La sala dedicata alla giustizia sul finire del Settecento e nell’Ottocento ospita, fra le altre cose, il mantello rosso di Mastro Titta, boia dello Stato Pontificio. La seconda sezione è e dedicata all’Ottocento e vi vengono presentati gli studi di Antropologia criminale, le prime tecniche di polizia scientifica, “frammenti” di storia del carcere nel corso del XIX secolo e la nascita dei manicomi giudiziari, il fenomeno del brigantaggio: qui vedremo, fra l’altro, la pistola con cui Gaetano Bresci uccise Umberto I. La terza sezione, dedicata ai delitti e a testimonianze del carcere del Novecento è una sorta di Wunderkammer del crimine per l’eterogeneità degli oggetti esposti con reperti provenienti dalle carceri italiane in un arco di tempo che va dagli anni Trenta agli anni Novanta del Novecento. Testimonianze di fenomeni devianti e criminali: spionaggio; criminalità organizzata; ricettazione e furto di opere d’arte; gioco d’azzardo. Un’area è dedicata agli omicidi, ai serial killer ed ai fatti di cronaca che suscitarono molto scalpore negli anni del secondo dopo guerra. Insomma una discesa nel lato oscuro della Città Eterna, nel cuore di una delle sue vie più esclusive.

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