Roma Rinascimentale

1. Via Giulia. Pro maiestate Imperii

Voluta da Giulio II nel suo progetto di  radicale ristrutturazione urbanistica di Roma e di riorganizzazione del papato   e progettata da Donato Bramante, insieme a via della Lungara, a pvia giuliaartire dal 1508, via Giulia ha le caratteristiche di una strada di alta rappresentanza delle grandi famiglie toscane di banchieri, come quella di Alessandro Chigi. Attraverso i palazzi signorili, le chiese e gli edifici pubblici che sia affacciano su di essa in una catena ininterrotta lunga un chilometro dalla Basilica di Giovanni dei Fiorentini (chiesa nazionale dei fiorentini) a Ponte Sisto ci immergeremo nell’atmosfera affascinanate di una strada che ha conservato il suo carattere monumentale nonostante le stratificazioni edilizie che si sono succedute dal momento della sua apertura all’epoca contemporanea.

2. RAFFAELLO E GLI ALTRI ALLA VILLA FARNESINA. L’opulenza del bello nel ‘500 romano.raffaello

Edificata ai primi del Cinquecento per volere di Agostino Chigi, ricco banchiere di origine senese, la Villa Farnesina a Roma (conosciuta con il nome del secondo proprietario Alessandro Farnese che l’acquistò nel 1580) oggi di proprietà dell’ Accademia Nazionale dei Lincei, è una delle più nobili e armoniose realizzazioni del Rinascimento italiano, un’opera in cui il progetto architettonico e la decorazione pittorica si fondono in un’unica, mirabile sintesi. Nella sobria articolazione volumetrica e spaziale della Villa, concepita dall’architetto Baldassarre Peruzzi, si inserisce infatti alla perfezione il ricco programma decorativo dell’interno, realizzato ad affresco da sommi maestri come Raffaello e la sua scuola fra cui Giulio Romano, Sebastiano del Piombo, Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma e lo stesso Peruzzi.

LA LOGGIA DI GALATEA, LA LOGGIA DI AMORE E PISCHE, LA SALA DELLE PROSPETTIVE, LA STANZA DELLE NOZZE DI ALESSANDRO MAGNO E ROSSANE, LA STANZA DEL FREGIO, LA GALLERIA DELLE GROTTESCHE restaurata da pochi giorni. Sono questi i nomi dei luoghi, già di per sé evocativi, dove potete vivere un’esperienza di totale incredibile immersione nell’Opulenza del Bello.

3. Il Rinascimento a Roma: FILIPPINO LIPPI, La cappella Carafa a S.Maria Sopra Minerva. carafa

Gli affreschi della Cappella Carafa a S. Maria sopra Minerva, opera di Filippino Lippi, sono uno dei vertici dell’arte rinascimentale a Roma. La cappella, collocata nel lato destro della basilica e dedicata alla Vergine e a San Tommaso d’Aquino, venne costruita verso la fine del XV secolo su decisione del cardinale Oliviero Carafa noto per la sua energica opposizione ai Turchi. Su consiglio di Lorenzo il Magnifico il cardinale decise di affidare la decorazione ad affresco della cappella a Filippino Lippi, artista poco più che trentenne, figlio d’arte, ma che già aveva dato prova di grandi capacità. Gli affreschi erano sicuramente terminati nel 1493, quando li visitò papa Alessandro VI.

Illustreremo il sontuoso e ammaliante apparato decorativo e leggeremo una per una le scene rappresentante e da una punto di vista privilegiato: grazie ad accordi presi con i Domenicani varcheremo il cancello della cappella, normalmente chiuso, e avremo l’illuminazione costante che solitamente è invece temporizzata.

4. Il Rinascimento nascosto: La CAPPELLA BESSARIONE AI SS.APOSTOLI cappella bessarione

La cappella funebre del Cardinal Bessarione, dedicata alla Madonna, ai Ss. Michele, Giovanni Battista ed Eugenia, rappresenta uno dei luoghi più importanti per la storia della pittura del ‘400 a Roma. Gli affreschi furono eseguiti (1464-1468) forse da Antoniazzo Romano con la collaborazione di Melozzo da Forlì per l’illustre umanista, cardinale dal 1439 al 1449 del titolo dei Ss. Apostoli.

Nel corso dei secoli la cappella ha subito diverse vicende. Coperti da una mano di calce, già nel 1545, per i gravi danni causati dalle continue inondazioni del Tevere e dal sacco lanzichenecco, gli affreschi furono in parte obliterati (1650) dal monumentale altare di S. Antonio, che Carlo Rainaldi addossò all’abside della cappella stessa e definitivamente perduti con la costruzione della attuale cappella Odescalchi (1719-23) di Ludovico Rusconi Sassi. La sua esistenza, rimasta nota attraverso alcune descrizioni seicentesche, fu scoperta solo nel 1959 dall’architetto Clemente Busiri Vici nel corso di alcuni lavori di manutenzione del lato di Palazzo Colonna attiguo alla basilica.

5)La CASINA DEL CARDINAL BESSARIONE sull’Appia Antica: un cenacolo intellettuale nella Roma del Rinascimento. BESSSA

Ha riaperto finalmente al pubblico la CASINA che il grande Cardinale umanista ha utilizzato come sua villa extraurbana e all’interno della quale si riuniva il suo straordinario cenacolo intellettuale neoplatonico. Situato lungo via di Porta S. Sebastiano, presso l’antico bivio della via Appia con la via Latina, l’edificio deve la sua configurazione attuale al secolo XV, con utilizzo di preesistenze medievali a loro volta inglobanti strutture d’età romana.

Di notevole interesse appaiono in particolare gli affreschi del salone del piano nobile, dalla ricca e complessa tematica decorativa.

La Casina, sottoposta a recenti interventi di manutenzione e restauro, costituisce un raro esempio di villa rinascimentale extraurbana; gli arredi e le opere d’epoca di cui è stata dotata, insieme al giardino all’italiana che la circonda, ricreano la suggestiva ambientazione umanistica ispirata al Cardinal Bessarione

 

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